LA STORIA
Pietro Pecorari nasce il 25 gennaio 1935 da una tipica famiglia contadina di Selci-Lama, un paese dell'Alta Valtiberina al confine tra Umbria e Toscana. Ha iniziato a dipingere nel 1957 sollecitato dal prof. Gianni Angelini, direttore artistico della Perugina s.p.a. |
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"questa lettera cambiò la mia vita..."
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viole attorno ad un tronco di ciliegio, olio, 15 x 12, 1990
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Nel giugno del 1980 Pietro espone ancora a Firenze, alle Logge Rucellai: "Pecorari è un artista che difficilmente trova collocazione tra le correnti poichè metterlo tra i naif è come ignorare la grande importanza che dà alla costruzione pittorica" (Il Messaggero di Roma)
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Negli anni 80 espone anche a Milano, presso il centro sperimentale di giornalismo. Qui Silvio Ceccato, affascinato dalle "stupende semplici cose", ha voluto proporre con un intervento introduttivo, l'opera dell'artista valtiberino agli studenti del corso di giornalismo.
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![]() estasi di una lumaca. tra la camomilla,olio, 15 x 12, 1999
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ciclamino che danza, olio , 20 x 25, 1997
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Siamo nel 1985 e Fabrizio Dentice, critico d'arte per L'Espresso scrive: "La sua pittura, che trovo interessante ed anche spiritosa, giocata per una metà nella carta del surrealismo e per l'altra su quella del puro divertimento (...)"
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1988: Rita Valli, per lungo tempo insegnante presso l'accademia di Brera a Milano, scrive che i soggetti di Pecorari "esprimono con garbo le debolezze umane"
![]() il giocatore di carte, olio su tela, 40 x 50, 1982
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nonno che fuma la pipa, acquerello, 30 x 40, 2002
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| E ancora nel 1989 scrive con straordinaria profonda intuizione Tommaso Paloscia:
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